Ricaricare il Condizionatore Quando Bisogna farlo

Il condizionatore d’aria, sia portatile che fisso, utilizza un gas refrigerante per produrre aria fredda e calda. Non vogliamo entrare nel merito del funzionamento, ma sottolineare come sia un fattore importante per il suo buon funzionamento. I condizionatori fissi utilizzano soprattutto gas R32, quelli piú recenti, ed R410A. I vecchi modelli usavano invece l’ R22, oggi non piú consentito, ma che viene ancora venduto per eventuali ricariche. I condizionatori portatili usano l’ R290.

Ogni quanto si ricarica il condizionatore

Sulla carta, in linea teorica il condizionatore d’aria o climatizzatore che dir si voglia non ha mai bisogno di una ricarica del gas. Quando viene venduto al suo interno è stoccato il gas che ne garantisce il suo funzionamento. Una volta che split e motore sono collegati tra loro , il gas circola all’ interno del circuito. Quindi il gas non esce, ovviamente a patto che l’installatore abbia utilizzato una “cartellatrice”, ovvero una flangia tubo, uno strumento che esegue una cartella tra i tubi che si connettono tra di loro.

Quindi se la ditta che vi ha montato il condizionatore ha fatto bene il suo lavoro il condizionatore non avrà mai bisogno di una ricarica del gas. Questo vi è chiaro?

Voi vi chiederete perchè le cose invece stanno diversamente con il condizionatore dell’auto. Molto spesso in quel caso va ricaricato il gas. LA risposta è semplice, con buche e scossoni della strada, i morsetti e le cartelle si allentano nell’ impianto di condizionamento di una macchina. Ecco perchè c’è bisogno di ricaricare il gas dell’ aria condizionata e anche l’olio del condizionatore.

ricarica-gas-condizionatore

Con i climatizzatori a casa è diverso. Ci può stare comunque che dopo 10 anni un condizionatore abbia perso la sua efficacia nel rinfrescare un ambiente. E’ possibile che parte del gas sia andato perso di anno in anno attraverso le cartelle . Ci sta ed è normale. In quel caso basta chiamare una ditta che ricarica i frigoriferi o condizionatori ed il gioco è fatto.

Quindi se il condizionatore fredda poco, potrebbe essere che ci voglia un po’ di gas. Attenzione, in questo caso verificate che un pochino di aria fredda esca e che non si tratti solo di ventilazione.

Quanto costa ricaricare il condizionatore

una ricarica del gas si paga tra gli 80 ed i 120 euro, dipende dalla quantità del gas perso e dal tipo di gas. I sistemi dual o trial split ovviamente utilizzano piú gas, anche 1 Kg, mentre i mono split circa 400 grammi. Ovviamente non tutto il gas va perso, quindi quando si ricarica è necessario poco gas. Una bomboletta da 800 grammi di gas R32 oppure R410 costa sul mercato circa 40 euro. Per acquistare il gas bisogna essere in possesso del patentino da frigorista F-Gas quindi un privato non può acquistarlo, ma poi alla fine sulla rete, chissà come, si trova.

Come si effettua una ricarica

Meglio comunque far fare questa operazione da una ditta che si occupa di queste cose perchè se c’è una perdita e ricaricate il condizionatore, dopo una settimana avrete gli stessi problemi di prima, ovvero il gas fuoriesce. Quindi una ditta scrupolosa controlla la pressione e rifà le cartelle per non far uscire il gas una volta ricaricato il climatizzatore.

Quindi chi ricarica il gas controlla prima il condizionatore. Si accerta che ci sia REALMENTE bisogno di una ricarica: accende il climatizzatore e guarda se parte il compressore esterno, in caso negativo inutile ricaricare, il condizionatore è rotto.

Se il compressore parte e non fa freddo, ma anche caldo in inverno, si procede con la ricarica. Si attaccano le fruste alla “pompa del vuoto” un macchinario che “crea il vuoto” all’interno del circuito di refrigerazione (ci possono volere anche 30-40 minuti). Dopodichè si verifica sul manometro di bassa pressione se è quella dichiarata dal costruttore per avere la certezza che la carica è stata fatta in maniera corretta.

Per ricaricare invece un condizionatore portatile c’è bisogno di “spannellarlo” ovvero aprirlo e cercare gli attacchi per la ricarica.

 

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